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14 febbraio, inaugurazione della mostra "Manifestare la Pace"
Da sinistra: Fiorella Manzini e Vittorio Pallotti (CDMPI), Alessia Cecconi (Dirigente della Fondazione storica ed etnografica della Valbisenzio), Prof.ssa Maria Grazia Ciambellotti (dirigente Liceo artistico "Brunelleschi"), a destra: Federica Palanghi (presidente Consiglio comunale) e il sindaco Simone Calamai

 

In occasione della mostra, il CDMPI ha organizzato per domenica 8 marzo alle 15.00 l’evento “Omaggio alle Donne. Parole e musica” con interventi di: Fiorella Manzini - presidente CDMPI, Maria Carla Biavati - presidente IPRI-CCP, e Katia Graziosi - presidente UDI Bologna, con l'accompagnamento musicale all'arpa di Linda Berti Berrios.


Guarda o scarica il pdf della brochure

donne_pace_8 marzo_brochure

 

 

Mostra di manifesti pacifisti dal 3 al 13 marzo 2026                                    Sala E. Possati, 1° piano, Complesso del Baraccano, Via S. Stefano 119  Bologna

 

La mostra, curata dal Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, è composta da una sessantina di manifesti stampati negli ultimi sessant’anni, di proprietà del Comune di Casalecchio di Reno e conservati presso la Casa per la Pace “La Filanda”.

L’obiettivo è di far conoscere o riportare alla memoria eventi, iniziative, figure chiave che nel corso del tempo hanno contrassegnato la storia delle donne e dei loro movimenti per difendere o conquistare diritti umani uguali per tutti e per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle comunità di appartenenza.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni, ognuna delle quali tratta uno specifico argomento: diritti, lotte, premi Nobel, convegni, istituzioni.

Attraverso i manifesti si vuole stimolare nei visitatori, soprattutto giovani:

* la curiosità ad approfondire quanto è stato fatto nel corso degli anni per opporsi alla guerra, alla violenza, alle ingiustizie, promuovendo una cultura altra;

* l’interesse ad avvicinarsi al pacifismo e alla nonviolenza;

* la percezione di non sentirsi soli, scoprendo di condividere con una ampia comunità visioni e valori ispirati alla pace, alla giustizia, al rispetto dei viventi e dell'ambiente;

* la voglia di cercare realtà istituzionali e sociali, attive nel territorio, con le quali poter prendere contatti e avviare collaborazioni.

L’inaugurazione sarà martedì 3 marzo alle 17.00, con il saluto della presidente del Quartiere S. Stefano “Rosa Maria Amorevole” e la presenza dell’assessorato Educazione e Istruzione del Comune di Bologna.

La mostra vivrà un suo momento particolare il giorno 8 marzo alle 15.00 con l’evento Omaggio alle donne. Parole e musica” con interventi di donne rappresentanti di associazioni femminili e pacifiste e un accompagnamento musicale.


Per informazioni e visite guidate su prenotazione, contattare: fiorellamanzini@libero.it


Scarica il volantino con il programma

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A Bologna si terrà  "Donne per la Pace" una nuova mostra di manifesti a cura del CDMPI, organizzata presso la Sala E. Possati nel complesso del Baraccano in via S. Stefano 119, con il patrocinio del Comune di Bologna - Quartiere S. Stefano, dal 3 al 13 marzo.

Visita Iperbole, il sito del Comune di Bologna

https://www.comune.bologna.it/vivere-il-comune/eventi/eventi-culturali/donne-pace

 

 

"I manifesti raccontano"

 

Tempi bui quelli che stiamo attraversando: spese militari senza freni (dopo che nel 2024 erano arrivate nel mondo a oltre 2.700 miliardi di dollari con un incremento di quasi il 10 % rispetto all’anno precedente), affermazione del primato della forza su quello del diritto, attacco e depotenziamento del ruolo degli organismi internazionali e multilaterali, diffusione dell’idea secondo cui i conflitti si possono affrontare e “risolvere” solo con le guerre, aumento del rischio di conflitti devastanti fino a una possibile terza guerra mondiale. Uno scenario e delle prospettive che non per nulla sono colte in tutta la loro gravità dalle forze democratiche e dal movimento pacifista e nonviolento, che per questo da tempo denunciano e si mobilitano indicando alternative di visione e di lavoro per “un altro mondo possibile”.

Eppure già nei primi anni ‘90, dopo la caduta del muro di Berlino e la conseguente “rivoluzione” degli scenari internazionali, si stava affermando – anche in Italia – l’idea che non aveva più senso parlare di una “difesa” intesa come modo di assicurare l’inviolabilità delle frontiere, ma occorreva far proprio un concetto diverso: difendere i nostri interessi nazionali ovunque fossero minacciati (vi dice qualcosa rispetto a ciò che sta succedendo oggi?). Si affacciava dunque l’ipotesi di un nuovo modello della difesa, da perseguire con una strategia di una maggiore presenza negli scenari internazionali e di un maggiore investimento in uomini e mezzi militari.

Ecco perché una serie di componenti della società civile organizzata e del movimento pacifista bolognese, giustamente preoccupate dalla nuova prospettiva (di spese e di rischi) che si stava configurando, si erano date l’appuntamento politico indicato nel manifesto. Un manifesto, creato dal prof. Bruno Stefani dell’Associazione per la Pace, che fra il serio ed il faceto gioca sul possibile nome del bambino, ma nel contempo segnala il pericolo che le nostre menti, fin da piccoli, siano colonizzate dall’idea che occorre prepararsi alla guerra (come era costume nel ventennio fascista che, allo scopo, aveva creato l'organizzazione dei “bambini-balilla”).


Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Febbraio 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale