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Per l'anno scolastico 2026-2027 il C.D.M.P.I. ha preparato una proposta per attivare progetti didattici nelle scuole secondarie superiori.

_Una proposta aperta

Le scuole stabiliscono in autonomia il proprio progetto didattico, sulla base dell’indirizzo e delle discipline, inserendolo nella programmazione che sia PTOF d’istituto piuttosto che un modulo di Educazione civica o una unità didattica multidisciplinare. Si propone pertanto di attivare percorsi di conoscenza del ruolo delle Donne nella storia pacifista, attraverso i manifesti che saranno esposti nella scuola, in un luogo adeguato, scegliendo un tema, per un tempo da concordare con le singole scuole.

_Storie di Donne

I manifesti, al fine di facilitarne la fruizione didattica, sono suddivisi in temi: Diritti Umani, Nobel per la Pace, Eventi e Manifestazioni, Istituzioni e Associazioni.  Si possono così focalizzare alcuni aspetti, da quelli più biografici a quelli più storici. Non dimentichiamo che le storie di Donne, sono Storia di tutti, senza distinzioni di genere, identità e comunità d’appartenenza.

_I manifesti raccontano

Una storia personale, un evento, un movimento, ma molti collegamenti si possono fare a partire dal contenuto del manifesto e dalla sua forma grafica e artistica. Promuoviamo la lettura e l’interpretazione come atti creativi per produrre opere che sviluppino i diversi linguaggi e talenti: una poesia, una canzone, una coreografia, un brano musicale, un podcast, uno short video, e tanto altro si può fare.

_Obiettivo 8 marzo 2027

I percorsi didattici si chiede che siano conclusi entro questa giornata presentando, in aula magna o in altra sede, i risultati dei lavori svolti che saranno documentati e condivisi. Si raccomanda inoltre di documentare con foto e/o video l’evento di restituzione (programma da definire con le scuole).

Infine sottolineiamo l’importanza di “fare rete”, una rete di scuole per la Pace.

_Consulta il nostro sito

Per vedere la breve presentazione di Donne per la Pace, vai alla pagina della          galleria video

Per preparare una scheda didattica di lettura del manifesto vedi la nostra traccia in le schede didattiche


_Per adesioni e informazioni

Presidente C.D.M.P.I.  Fiorella Manzini fiorellamanzini@libero.it
Referente a Modena  Marco Lega marcolega.18@gmail.com

Arte, pace e nonviolenza

23 Settembre ore 21 Sms Peretola, Firenze, Casa dei Popoli, Via Pratese 48

Presentazione del libro 

Più eterno del bronzo, 2026 Multimage

Con l’autore Gianmarco Pisa, Tiziana Landra (Energia per i Diritti Umani),            Vittorio Pallotti e Fiorella Manzini (presidente onorario e presidente C.D.M.P.I.)

L’orizzonte della cultura come prospettiva di costruzione della pace

Di Gianmarco Pisa

Il saggio indaga il ruolo dei monumenti nei processi di costruzione della pace (culture-oriented peacebuilding). Basato su un progetto per Corpi civili di pace in Kosovo e una ricerca condotta in ex Jugoslavia e altri contesti europei, il testo analizza il monumento come spazio di attivazione sociale, consenso e conflitto. L'opera conclude la trilogia tematica sull’asse cultura-memoria-pace, contiene un ampio reportage fotografico e ospita i contributi critici di George Kent e Alberto L’Abate. Dal catalogo Multimage

Intervista sul libro dal canale Youtube di Multimage:

https://www.youtube.com/watch?v=hvyT7dwop0I

Guarda i video, scopri i nostri contenuti

Nella sezione I MANIFESTI scopri le presentazioni in formato video. Oltre ad essere delle piccole gallerie tematiche che offrono una visione sintetica del vasto mondo pacifista e della sua storia, possono essere strumento divulgativo in diverse iniziative culturali (conferenze, mostre) attraverso la semplice proiezione, ma anche materiali per progetti scolastici che possono essere declinati in base alla disciplina per stimolare riflessioni e produzioni didattiche varie (ad es. testi in italiano o in lingua, elaborati artistici e/o multimediali) e che potrebbero entrare nei percorsi di Educazione civica.

"I manifesti raccontano"

 

Il manifesto giapponese vuole essere una metafora di quanto la loro Costituzione, approvata nel 1946, prevede all’articolo 9: “Aspirando sinceramente ad una pace internazionale fondata sulla giustizia e sull’ordine, il popolo giapponese rinunzia per sempre alla guerra, quale diritto sovrano della Nazione, ed alla minaccia o all’uso della forza quale mezzo per risolvere le controversie internazionali.” L’immagine raffigura un albero circondato da varie forme di vita, animali, vegetali e umane, coinvolte in un movimento che si immagina progressivamente in grado di generare una foresta.

L’albero nella religione taoista, rappresenta un collegamento tra divino e umano, tra cielo e terra, elemento di unione tra i viventi, ma anche elemento di diffusione e protezione della vita.

Così è, e deve essere, una Costituzione: un insieme di principi fondanti l’esistenza di una comunità, principi che una volta affermati sulla carta devono essere perseguiti e tradotti materialmente nelle scelte politiche e di governo di un Paese. La costituzione giapponese, fortemente caratterizzata in senso pacifista, si spinge oltre a quanto prevede la stessa costituzione italiana (che “ripudia la guerra”) in quanto contempla “per sempre” l’abolizione delle forze armate.

Purtroppo, nel corso degli anni e sulla base di interpretazioni arbitrarie e tendenziose, l’articolo 9 è stato disatteso (come è successo per l’articolo 11 italiano) portando il Giappone ad una parziale ricostituzione delle Forze Armate. Ora l’attuale leadership, nel clima di progressiva militarizzazione della società, punta addirittura a riformare la Costituzione modificando la clausola pacifista. Ciò sta generando preoccupazione e scalpore nel paese dove le manifestazioni contro la guerra e contro la torsione autoritaria si stanno moltiplicando con movimenti spontanei dal basso in difesa della Costituzione e della democrazia.


Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Giugno 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

"I manifesti raccontano"

 

Il manifesto qui presentato è un manifesto del 2004 prodotto “in economia”, come soleva fare il Centro Studi Donati, l’associazione fondata da Don Tullio Contiero allo scopo di concorrere alla formazione degli studenti universitari sui temi della giustizia e della pace.

E’ dedicato ad un evento promosso dallo stesso Centro ed incentrato sulla figura e sull’attività di Shirin Ebadi, avvocata iraniana premiata col Nobel per la pace nel 2003.

Il manifesto racchiude nel sottotitolo il tema dell’incontro “La vita e la lotta per i diritti umani e la democrazia”. Shirin Ebadi infatti, oltre ad essere stata la prima donna magistrato in Iran, è stata la prima donna iraniana e musulmana ad aver vinto il Nobel per la pace “per i suoi sforzi pionieristici per la democrazia e i diritti umani, in particolare i diritti delle donne, dei bambini e dei rifugiati”.

A seguito della sua attività, dopo la rivoluzione islamica del 1979, fu costretta ad abbandonare la magistratura e tuttavia continuò a svolgere attività legale a favore delle donne e degli oppositori al regime. Fu una figura scomoda e per questo costretta di fatto ad una sorta di esilio autoimposto.

Vive a Londra e fa sentire la sua voce nell’invocare la caduta del regime islamico e l’instaurazione di una democrazia.

Senz’altro si può dire che oggi, con la guerra in corso in Iran, questo manifesto va oltre il valore simbolico della memoria, precipitando nella realtà della storia.


Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Aprile 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale