Espressione di una nuova coscienza di pace che sta crescendo
La marcia a cui si fa riferimento nel manifesto non è la recente marcia Perugia-Assisi della Pace e della Fraternità del 12 ottobre, marcia quanto mai riuscita per partecipazione (si parla di 200.000 persone) ed espressione di una nuova coscienza di pace che sta crescendo, ma una marcia del 1962 promossa a Firenze per pubblicizzare e dare rilievo all’VIII Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti per la pace e l’amicizia che si sarebbe tenuto a Helsinki alla fine di luglio.
Quelli dei Festival Mondiali della Gioventù e degli Studenti sono stati eventi internazionali che a partire dal 1947 hanno mobilitato i giovani di “sinistra”, su iniziativa della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (riconosciuta dall’ONU) e dall’Unione Internazionale degli Studenti, per diffondere i valori della solidarietà, dell’amicizia, dello scambio culturale fra le giovani e i giovani delle più diverse ideologie e religioni del mondo.
Non è un caso che l’iniziativa proposta con il manifesto dalla Gioventù Italiana per la Pace e il Disarmo si svolgesse a Firenze: siamo negli anni in cui è sindaco Giorgio la Pira - rappresentante di spicco del cristianesimo sociale e fra i più attivi legislatori all’Assemblea Costituente per la Democrazia Cristiana - che nel suo operato ha promosso il dialogo politico e la pace fra i popoli.
La marcia trae probabilmente spunto da quella lanciata l’anno prima da Aldo Capitini e nota come la 1° Marcia della pace Perugia-Assisi.
Il manifesto, dalla grafica povera (come frequentemente in uso - per motivi di costo - per eventi pubblicizzati dalla società civile negli anni ‘60), si presenta scarno e punta esclusivamente a dare le informazioni utili per consentire la partecipazione.
A cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale
Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgenti di morte, si riempiano i granai, sorgenti di vita
In tempi come questi, segnati dalle tragedie di due guerre a noi vicine (Ucraina e Gaza) ma anche dalle mobilitazioni dal basso della società civile in forma di manifestazioni, scioperi, marce (la più recente e nota la Perugia Assisi del 12 ottobre), flotte di imbarcazioni, il manifesto ricorda che da diversi decenni il pacifismo e la nonviolenza sono attive nella denuncia e nella opposizione a tutte le guerre.
Il manifesto, stampato nel 1978 su iniziativa del Movimento Nonviolento per pubblicizzare la seconda marcia Perugia Assisi, riprende una foto della prima marcia promossa da Aldo Capitini (al centro nella foto) nel 1961, in cui parteciparono alla marcia “Per la pace e la fratellanza tra i popoli”, fra gli altri, Ernesto Rossi, Renato Guttuso, Guido Piovene e Italo Calvino. La seconda marcia “Mille idee contro la guerra” venne organizzata in occasione del decimo anniversario della morte di Capitini e raccolse la partecipazione di circa 15.000 persone.
Nel manifesto risaltano, sovrapposte alla foto, le parole pronunciate da Sandro Pertini nel suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica il 9 luglio 1978 “...si svuotino gli arsenali di guerra, sorgenti di morte, si riempiano i granai, sorgenti di vita…” . Un monito purtroppo ancor oggi inascoltato.
A cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale
In occasione del 60° anniversario della Marcia della Pace “Perugia-Assisi” (1961-2021) il Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale ripercorre, con questo documento, la sua partecipazione alla Marcia, come gruppo organizzato dagli anni ‘90 ad oggi e, negli anni precedenti, come esperienza di alcuni suoi militanti (all’epoca appartenenti ad altri gruppi antimilitaristi e nonviolenti, come, ad esempio, la Lega per il Disarmo Unilaterale-LDU e il Coordinamento Antimilitarista Bolognese-CAB, formato da: LDU, LOC, MN, MIR, COSMIT, MCP-Movimento Cristiano per la Pace, GAVCI-Gruppo Autonomo Volontariato Civile Italiano”).
1981, manifesto Marcia per la pace
1981, 27 settembre. 3.a Marcia: “Contro la guerra a ognuno di fare qualcosa”
Vittorio Pallotti vi partecipa come membro della Lega per il Disarmo Unilaterale assieme a Sergio Riccardi, naturista vegetariano di S. Giovanni Persiceto (Bologna). Nei tre giorni precedenti Vittorio partecipa anche al Convegno internazionale “Strategie per il disarmo” (Perugia, Sala dei Notari, 24-26 settembre). Il 23 settembre Vittorio, a nome del Coordinamento Antimilitarista Bolognese firma il documento di adesione alla Marcia: “Il CAB nel dichiarare la propria adesione alla Marcia si impegna a dare il suo attivo contributo per la migliore riuscita della stessa”.
Nel corso della marcia, l’ARCI nazionale distribuì molte migliaia di locandine con l’immagine della Terra nello spazio e con la scritta “E’ l’unica che abbiamo” (v.foto allegata). La locandina fu uno dei primi esemplari che andarono a costituire la Raccolta di manifesti pacifisti della Casa per la Pace ‘La Filanda’ di Casalecchio di Reno (Bologna). Raccolta che, ad oggi, ha superato i 6000 esemplari.
1985 – 1999
Nel corso delle 7 marce effettuate in questo periodo la partecipazione viene effettuata da alcuni militanti dell’associazione “Antimilitarismo e Disobbedienza Nonviolenta – ADN” di Bologna che, nel 1993, si trasformerà nell’attuale “Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale – CDMPI”.
1985, Marcia 6 ottobre
1985, 6 ottobre. 4.a Marcia “ Contro il riarmo blocchiamo le spese militari”
1985, Marcia 6 ottobre
1988, 2 ottobre. 5.a Marcia “ A 20 anni dalla morte di Aldo Capitini. Per un’Europa nonviolenta, per il disarmo, per un mondo migliore, più giusto e sicuro, contro ogni razzismo, per una superiore democrazia”
1988, Vittorio Pallotti e Giorgio Perini al tavolo dell'ADN1988, Giorgio Perini, Vittorio Pallotti, Renzo Craighero
2000 – 2020
Il 2000 rappresenta un salto di qualità per il CDMPI che partecipa in forma organizzata a tutte le 9 marce che si sono susseguite fino al 2020. Il Centro organizza, lungo il percorso della Marcia e in prossimità di S. Maria degli Angeli, un suo grande tavolo ove vengono proposti ai marciatori:
- libri o pubblicazioni varie del CDMPI o di altri autori, tutti a carattere strettamente pacifista e nonviolento;
- cartoline riproducenti alcuni tra i manifesti più belli e significativi della Raccolta;
- gadgets di vario tipo: spille, adesivi, bandiere, …
2000, a S. Maria degli Angeli
2005, 11 settembre. 15.a Marcia “Mettiamo al bando la miseria. Marcia per la giustizia e per la pace”
Il CDMPI è stato presente alla Rocca Maggiore di Assisi con la presentazione dell’opera “Omaggio a Wangari Maathai”, realizzata da Fiorella Manzini e costituita da un trittico di 3 pannelli (125 x 83 cm ognuno).
2005, Omaggio a Wangari Mathai, Fiorella Manzini
L’ambientalista keniota e ‘madre degli alberi’, Premio Nobel per la Pace 2004, è stata sempre più consapevole che l’ambiente è direttamente collegato ai temi della ‘governance’ della pace e dei diritti umani. Ai marciatori veniva distribuito un volantino per far conoscere l’operato di Wangari a difesa dell’ambiente.
2011, 23-25 settembre. 17.a Marcia: “Per la pace e la fratellanza dei popoli”
Questa marcia celebra il suo 50° anniversario. Per l’occasione il CDMPI organizza, oltre il tavolo a S.Maria degli Angeli sul percorso dei marciatori, la grande mostra itinerante di 56 manifesti “Camminare per la pace -marce e cammini per la pace e la nonviolenza”, con catalogo illustrato di 96 pagine e testo bilingue (italiano-inglese).
La mostra, creata l’anno precedente (2010) in occasione del passaggio a Bologna della I Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza, fu esposta a Bastia Umbra dal 23 al 25 settembre. In questa sede si tenne anche il convegno “Mille giovani per la Pace”. La mostra fu arricchita anche dall’esposizione di 20 manifesti pacifisti degli anni 1961 e 1962.
2018, "Spirale della Pace" Fiorella e David
2018, 7 ottobre. 19.a Marcia: “E’ tempo di fare pace”
Accanto al tavolo del CDMPI fu esposta per la prima volta l’installazione “La spirale della pace”, ideata da Fiorella Manzini. L’opera, a forma circolare e spiralata, è costituita dalla tela di un ombrello con i colori dell’arcobaleno e con la scritta “ENTRIAMO nella SPIRALE DELLA PACE”.
Per molti marciatori fu la simpatica occasione di una foto dell’installazione e di un ‘selfie’ fotografico.
2018, tavolo CDMPI
Alla vigilia di questa Marcia IL CDMPI, aderendo all’invito della Tavola della Pace (“Scriviamo insieme l’Agenda della Pace”) rispose con la seguente lettera:
“ ...dai primi anni ‘80... utilizziamo i manifesti per informare e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sui temi della pace, della nonviolenza e dell’ambiente. I manifesti ‘parlano’ alla coscienza di chi li osserva e li ‘legge’, aiutandolo nella conoscenza e nella comprensione dei molti fatti e problemi che oggi affliggono l’umanità: dallo sfruttamento dei popoli e dell’ambiente alle guerre, sempre più distruttive, che dallo sfruttamento e dall’ingiustizia sono generate. A questo fine abbiamo organizzato e continuiamo a organizzare mostre di manifesti, tematiche e itineranti; e da diversi anni partecipiamo con un nostro tavolo alla Marcia Perugia-Assisi".
Tre sono i temi che, a nostro parere, una Agenda della Pace dovrebbe affrontare in via del tutto prioritaria e a tutti i livelli: locale, nazionale e internazionale:
1. L’interdizione di tutte le armi atomiche presenti sulla Terra, come da Trattato ONU approvato da 122 paesi il 7 luglio 2017
2. La lotta contro i cambiamenti climatici provocati dall’attività umana, con le conseguenti devastazioni ambientali e umane a livello regionale e planetario
3. La lotta contro le diseguaglianze sociali, portatrici di ingiustizia e quindi di guerre.
Ovviamente, sui metodi di impegno e di lotta, a livello sia personale che collettivo, la nonviolenza deve sempre essere il faro che illumina i nostri pensieri e le nostre azioni.”
2020, 11 ottobre. 20.a Marcia: “Catena umana per la pace e la fraternità”
Per la prima volta nella storia della ‘Perugia-Assisi’ la Marcia, a causa della pandemia causata dal ‘covid-19’, viene trasformata in una catena umana che idealmente unisce Perugia e Assisi ma che, di fatto, si sviluppa tra S. Maria degli Angeli e Assisi. Il CDMPI è rappresentato da 4 suoi militanti: Angela, Bruno, Vittorio e Uber.
“Uno strano episodio alla catena umana ‘Perugia-Assisi’ - 11/10/20” è il titolo che ho ritenuto di dare al resoconto di un fatto emblematico che mi ha coinvolto in prima persona e che trascrivo integralmente.
Il fatto
Alle 9,45 circa, dopo aver parcheggiato la mia auto in un grande parcheggio nei pressi della stazione ferroviaria di S. Maria degli Angeli, mi dirigevo a piedi con l’amico Uber Sala verso il punto di ritrovo dei partecipanti alla catena, accanto alla grande basilica.
Dopo pochi passi, un’auto della polizia di Stato si accostava a noi due. Il capo-pattuglia, un uomo sulla cinquantina, voleva leggere la frase scritta su un cartellone (70x100) che portavo al collo. La frase era uno slogan di 4 parole che avevo ideato nella seconda metà degli anni ‘80: “Difesa armata insicurezza assicurata”. Il capo-pattuglia, dopo una pausa di riflessione, mi chiede “Che cosa significa ?”. Gli rispondo che, non credendo nella difesa armata, la mia sicurezza era fondata sulla difesa civile, non armata e nonviolenta. Il poliziotto fa una seconda pausa di silenzio (e presumo di riflessione) e controbatte: “Comunque è una frase ambigua”. Al che rispondo: “A me non sembra proprio, dal momento che la difesa alternativa alla difesa armata è una realtà nota da tempo e gode di un’ampia letteratura in merito”.
Dopo una terza pausa la sua conclusione: ”Speriamo che l’intendano nel senso giusto” (o “che non venga equivocato”).
E l’auto riparte.
Il commento
Nel corso della mia pluridecennale esperienza di militante pacifista non mi era mai capitato di fare un simile incontro. La cosa, più che preoccuparmi, mi ha fatto piacere. Credo che non sia affatto frequente un episodio del genere che, in un’epoca in cui in ambito pacifista non di rado si parla (e si scrive) di formazione alla nonviolenza delle forze dell’ordine, pare che abbia prodotto una riflessione (che mi auguro non limitata a questo incontro) da parte di un agente di polizia e, molto probabilmente, anche del suo collega pattugliante e, forse, di altri colleghi cui l’episodio è stato raccontato (mi auguro correttamente).
Di riflessione in riflessione: questo episodio non potrebbe forse rappresentare una metafora della ‘Perugia-Assisi’, ogni volta criticata da molti perché i contenuti che la caratterizzano sono troppo generici ? E allora la domanda: e se, invece, la marcia fosse convocata, ad esempio, solo contro le spese militari o sui mutamenti climatici o sulle disuguaglianze planetarie, quanti dei ‘marciatori’ partecipanti (sicuramente molto meno numerosi) avrebbero occasione di leggere e riflettere su cartelli e manifesti frasi relative, ad esempio, all’obiezione di coscienza, all’educazione alla pace, alle difese alternative alla difesa armata ? Cartelli e manifesti che, con i loro autori e ‘indossatori’, se ne starebbero rinchiusi in qualche sgabuzzino di tante città italiane.
Bologna, 19-10-2020 Vittorio Pallotti
2021, 10 ottobre. 21.a Marcia “Marcia della pace e della fraternità”
A questa marcia, purtroppo, il CDMPI ha deciso di non partecipare per motivi di carattere sanitario (pandemia da Covid-19). Pertanto, non si farà il tavolo tradizionale ma alla marcia parteciperanno comunque alcuni suoi attivisti.
A costoro e a tutti gli organizzatori e partecipanti auguriamo la migliore riuscita dell’iniziativa.
1961 - 2021, la Marcia festeggia sessantanni. Il CDMPI aderisce e partecipa come sempre.
LA CURA È IL NUOVO NOME DELLA PACE
I prossimi 10 anni saranno decisivi. Per fermare il cambiamento climatico. Per impedire una nuova guerra mondiale. Per uscire dalla crisi sociale ed economica. Per effettuare la transizione ecologica. Per democratizzare la rivoluzione digitale. Per prevenire nuove grandi migrazioni…
Domenica 10 ottobre 2021 si inaugura il "decennio della cura".Partecipa alla Marcia Perugia Assisi della pace e della fraternità.