Vai al contenuto

Conference TRAILS OF PEACE, 9-10 December 2021

Il convegno internazionale è stato organizzato dal Polo di Mantova del Politecnico di Milano e dall'Università IULM, in collaborazione con la Rete Italiana delle Università per la Pace (Runipace), la Conferenza dei Rettori (CRUI), con la Rete Internazionale dei Musei per la Pace (INMP) e la Red Internacional de Universidades Lectoras (RIUL), con l'obiettivo di ampliare e rafforzare il dibattito sui «sentieri della pace», con una particolare attenzione al ruolo dei musei, delle università e delle altre istituzioni nella tutela dei diritti umani e nella la promozione di una cultura della pace. Il convegno si è aperto al Campus di Mantova del Politecnico di Milano nel pomeriggio del 9 dicembre, con la lectio magistralis dell'architetto Philippe Prost, autore dell'Anello della Memoria all'interno del Memoriale Internazionale '14-18 Notre-Dame-de-Lorette, che affronta l'interazione tra architettura e memorie di guerra, e il cambiamento di narrativa che sta trasformando gli interventi in tali siti in catalizzatori di processi di pace.

Il dibattito è stato successivamente alimentato da una Tavola Rotonda volta ad approfondire il ruolo dei musei italiani, riunendo i rappresentanti di sette istituzioni particolarmente impegnate nella realizzazione di attività espositive e didattiche incentrate sulla costruzione di nuovi «sentieri della pace»: Museo- laboratorio di Pace in Collegno, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale , Progetto Museo Gorla, Museo Internazionale Croce Rossa MICR, Fondazione Museo Storico del Trentino, Fondazione Fossoli, Centro Studi Sereno Regis.

Vittorio Pallotti è stato correlatore alla tavola rotonda on line il 9 dicembre scorso, in rappresentanza del CDMPI, insieme alle altre realtà italiane, sul tema delle esperienze dei musei per la pace italiani, presentando "40 anni di manifesti per la pace 1981-2021: una raccolta e molte esperienze del CDMPI".

 

 

Foto Jeff Hoffmann
Si è tenuto 7 aprile il convegno internazionale in occasione dei 70 anni della Nato,  promosso dal Comitato No Guerra No Nato e da Global Research, centro di ricerca diretto da Michel Chossudovsky, ha riunito al cinema-teatro Odeon di Firenze circa 600 partecipanti, tra cui Vittorio Pallotti per il CDMPI. Le conclusioni sono esposte nella «Dichiarazione di Firenze», riportata qui di seguito.
A questo link si possono vedere i due filmati proiettati in sala come impostazione dei lavori metà al mattino e metà al pomeriggio.

 

DICHIARAZIONE DI FIRENZE
PER UN FRONTE INTERNAZIONALE NATO EXIT

«Il rischio di una grande guerra che, con l’uso delle armi nucleari potrebbe segnare la fine dell’Umanità, è reale e sta aumentando, anche se non è percepito dall’opinione pubblica tenuta all’oscuro dell’incombente pericolo.

È di vitale importanza il massimo impegno per uscire dal sistema di guerra. Ciò pone la questione dell’appartenenza dell’Italia e di altri paesi europei alla Nato.

La Nato non è una alleanza. È una organizzazione sotto comando del Pentagono, il cui scopo è il controllo militare dell’Europa Occidentale e Orientale.

Le basi Usa nei paesi membri della Nato servono a occupare tali paesi, mantenendovi una presenza militare permanente che permette a Washington di influenzare e controllare la loro politica e impedire reali scelte democratiche.

La Nato è una macchina da guerra che opera per gli interessi degli Stati uniti, con la complicità dei maggiori gruppi europei di potere, macchiandosi di crimini contro l’umanità.

La guerra di aggressione condotta dalla Nato nel 1999 contro la Jugoslavia ha aperto la via alla globalizzazione degli interventi militari, con le guerre contro l’Afghanistan, la Libia, la Siria e altri paesi, in completa violazione del diritto internazionale. 

Tali guerre vengono finanziate dai paesi membri, i cui bilanci militari sono in continua crescita a scapito delle spese sociali, per sostenere colossali programmi militari come quello nucleare statunitense da 1.200 miliardi di dollari.

Gli Usa, violando il Trattato di non-proliferazione, schierano armi nucleari in 5 Stati non-nucleari della Nato, con la falsa motivazione della «minaccia russa». Mettono in tal modo in gioco la sicurezza dell’Europa.

Per uscire dal sistema di guerra che ci danneggia sempre più e ci espone al pericolo imminente di una grande guerra, si deve uscire dalla Nato, affermando il diritto di essere Stati sovrani e neutrali.

È possibile in tal modo contribuire allo smantellamento della Nato e di ogni altra alleanza militare, alla riconfigurazione degli assetti dell’intera regione europea, alla formazione di un mondo multipolare in cui si realizzino le aspirazioni dei popoli alla libertà e alla giustizia sociale.

Proponiamo la creazione di un fronte internazionale NATO EXIT in tutti i paesi europei della Nato, costruendo una rete organizzativa a livello di base capace di sostenere la durissima lotta per conseguire tale obiettivo vitale per il nostro futuro».