"I manifesti raccontano"
Tempi bui quelli che stiamo attraversando: spese militari senza freni (dopo che nel 2024 erano arrivate nel mondo a oltre 2.700 miliardi di dollari con un incremento di quasi il 10 % rispetto all’anno precedente), affermazione del primato della forza su quello del diritto, attacco e depotenziamento del ruolo degli organismi internazionali e multilaterali, diffusione dell’idea secondo cui i conflitti si possono affrontare e “risolvere” solo con le guerre, aumento del rischio di conflitti devastanti fino a una possibile terza guerra mondiale. Uno scenario e delle prospettive che non per nulla sono colte in tutta la loro gravità dalle forze democratiche e dal movimento pacifista e nonviolento, che per questo da tempo denunciano e si mobilitano indicando alternative di visione e di lavoro per “un altro mondo possibile”.
Eppure già nei primi anni ‘90, dopo la caduta del muro di Berlino e la conseguente “rivoluzione” degli scenari internazionali, si stava affermando – anche in Italia – l’idea che non aveva più senso parlare di una “difesa” intesa come modo di assicurare l’inviolabilità delle frontiere, ma occorreva far proprio un concetto diverso: difendere i nostri interessi nazionali ovunque fossero minacciati (vi dice qualcosa rispetto a ciò che sta succedendo oggi?). Si affacciava dunque l’ipotesi di un nuovo modello della difesa, da perseguire con una strategia di una maggiore presenza negli scenari internazionali e di un maggiore investimento in uomini e mezzi militari.
Ecco perché una serie di componenti della società civile organizzata e del movimento pacifista bolognese, giustamente preoccupate dalla nuova prospettiva (di spese e di rischi) che si stava configurando, si erano date l’appuntamento politico indicato nel manifesto. Un manifesto, creato dal prof. Bruno Stefani dell’Associazione per la Pace, che fra il serio ed il faceto gioca sul possibile nome del bambino, ma nel contempo segnala il pericolo che le nostre menti, fin da piccoli, siano colonizzate dall’idea che occorre prepararsi alla guerra (come era costume nel ventennio fascista che, allo scopo, aveva creato l'organizzazione dei “bambini-balilla”).
Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Febbraio 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

